Uomo come una donna

I giapponesi amano le cose normali, e odiano le cose non normali.

Per esempio, io sono troppo alta come donna giapponese (non e’ normale), non sono sposata (non e’ normale), non ho bimbi (non e’ normale), mi piacciono gli affari(non e’ normale), odio i lavori di casa (non e’ normale), metto mini gonne (non e’ normale)… alla fine io sono una donna troppo strana, non vado bene per niente.
Meno male che sono venuta in Italia dove posso essere abbastanza normale.

Immagini come la vita degli omosessuali sia difficile in Giappone?
Io conoscono parecchi gay in Italia, invece in Giappone non ne conosco neanche uno. Non penso perche’ non esistano, ma solo perche’ non possano mostrarsi come sono

OCAMA

penguine

OCAMA non e’ una parola ufficiale, ma la usiamo da tanto tempo per indicare gli uomini a cui piacciono altri uomini.
Anche se e’ una parola molto comune, e’ delicato usarla davanti a OCAMA.

OCAMA indica piu’ l’uomo che si muove o parla come una donna, dunque l’uomo a cui piacciono uomini senza di essere feminile non e’ contento di essere chiamato OCAMA.

Anzi, anche se ti sembra qualcuno sia OCAMA, devi fare finta di non notarlo perche’ lui possa continuare la sua vita normale. Che palle!

Molto facile!

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5 risposte a “Uomo come una donna

  1. Ti consiglio questo film! 薔薇の葬 di Toshio Matsumoto, è un film degli anni 60 con travestiti (uomini gay che si travestono da donne) come attori !

  2. In Italia in alcuni ambienti c’è discriminazione, in altri no. Questo succede già dalla scuola: al liceo artistico c’erano sia lesbiche che omosessuali e nessuno ci badava troppo: veniva sicuramente discriminato di più chi si vestiva da sfigato. Per i miei compagni delle medie che invece avevano fatto il liceo scientifico era l’esatto contrario.

    • Ma ho appena visto una coppia di lesbica che baciavano al bar, cosi’ la vostra discriminazione non e’ grave rispetto a alla situazione del Giappone.

  3. In Giappone la pressione sociale e familiare è molto superiore all’Italia. In certi casi è un bene, per esempio siete più rispettosi ed educati, ma in certi casi come questo è un male.
    Ci vuole una via di mezzo 🙂

    • In Italia mi dicono che sono molto giapponese, e in Giappone mi dicono che sono diventata una italiana, dunque diciamo che io sono proprio “una via di mezza”!

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