Ragazzo blu

Un giorno in una piazza di genova un signore vechissimo camminava lentamente e difficoltosamente con un bastone, cosi’ mi sono preoccupata che potesse cadere.

Lui mi ha visto e veniva da me, ho capito che aveva bisogno di qualcosa da me e sarei stata pronta a aiutarlo. Invece mi ha detto “Posso offrire un caffe?”
Non capita mai in Giappone.

Anche se noi giapponesi dobbiamo rispettare la gente piu’ vecchia,
non penso di dovere prendere un caffe con lui, cosi’ gli ho detto “No, grazie” con sorriso e rispetto.

In Giappone mentre la gente anziana va rispettata, i giovani sono sottovalutati.

AOI
bambino

AOI e’ un aggettivo che significa “blu”.

I bimbi orientali che sono appena nati hanno macchie blu sul loro sedere, quindi anche si dice “il sedere e’ blu” che significa “come un bambino”.

Ma quando si dice solo AOI, in questo caso “blu” indica “verde”
come ti ho spiegato l’altra volta nell’articolo “semaforo blu”.
http://cocogiapponese.com/2015/01/07/semaforo-blu/

Un ragazzo AOI significa “non maturo” come un pomodoro verde:
troppo giovane, manca l’esperienza, ignorante, non affidabile, non sensuale, ecc.

Dunque “un ragazzo blu” e’ la stessa cosa di “un ragazzo che ha sedere blu”, significa “come bambino”, sempre negativo, cosi’ non vogliamo essere AOI.

Gli uomini giapponesi non sarebbero contenti come te, se fossero chiamati “cucciolo” o “pulcino”.

Molto facile!

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14 risposte a “Ragazzo blu

  1. Dimmi se sbaglio: ricordando quello che hai detto nel post dei tatuaggi, se una persona in giappone si presenta con un tatuaggio molto colorato ( e fra colori c’e’ il verde ed il blu AOI & AOI ) si presenta automaticamente come un bambino, ovvero immaturo e poco “uomo”. E’ giusto ?

    • il colore dei tatuaggi, non c’entrano!
      comunque secondo me, un uomo con tatuaggi molto colorati non potrebbe essere “come un bambino” tutto al mondo.

  2. questa cosa dei puntini blu dei neonati me l’aveva raccontata un amico giapponese, grande appassionato di fotografia: mi diceva però fosse una cosa tipica solo in Giappone e in Mongolia ….

    • l’hai perfettamente capito!
      siccome e’ una cosa normalissima per i nostri bimbi, pensavo che fosse comune tutto il mondo.

      • È complicato! Le emozioni molto negative fanno venire “la bile” e la pelle diventa gialla e verde, che si dice “livida” (come la pelle quando sbatti e ti fai male). È un modo di dire, perché quasi sempre diventiamo rossi. Spero di essere riuscito a spiegare.

      • per momento non l’ho capito bene quello che mi hai gentilmente spiegato ma porto il tuo commento a scuola e lo imparo con il professore della lingua, poi ti rispondo di nuovo! comunque grazie!

  3. Beh, io non sarei propriamente contento ad essere chiamato cucciolo. Ma forse i ragazzini la pensano diversamente. Da un certo punto di vista è bello poter esprimere qualunque emozione, senza preoccuparsi del proprio ruolo, ma il mio imprinting è più vicino al wabi-sabi

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